<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
	>

<channel>
	<title>Casa Babylon Blog</title>
	<atom:link href="http://casababylonblog.wordpress.com/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://casababylonblog.wordpress.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 26 Jan 2012 11:01:40 +0000</lastBuildDate>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.com/</generator>
<cloud domain='casababylonblog.wordpress.com' port='80' path='/?rsscloud=notify' registerProcedure='' protocol='http-post' />
<image>
		<url>http://0.gravatar.com/blavatar/e61511e850233f9b4da99cad78860e04?s=96&#038;d=http%3A%2F%2Fs2.wp.com%2Fi%2Fbuttonw-com.png</url>
		<title>Casa Babylon Blog</title>
		<link>http://casababylonblog.wordpress.com</link>
	</image>
	<atom:link rel="search" type="application/opensearchdescription+xml" href="http://casababylonblog.wordpress.com/osd.xml" title="Casa Babylon Blog" />
	<atom:link rel='hub' href='http://casababylonblog.wordpress.com/?pushpress=hub'/>
		<item>
		<title>Andre Dubus e la sua voce dalla luna</title>
		<link>http://casababylonblog.wordpress.com/2012/01/26/andre-dubus-e-la-sua-voce-dalla-luna/</link>
		<comments>http://casababylonblog.wordpress.com/2012/01/26/andre-dubus-e-la-sua-voce-dalla-luna/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 10:58:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>casababylonblog</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letture]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://casababylonblog.wordpress.com/?p=155</guid>
		<description><![CDATA[È raro trovare delle perle in mezzo a un marasma di pagine di inutile letteratura. È ancor più raro trovare in pagine brevi l’intensità di un capolavoro, dosato perfettamente tra parole personaggi stati d’animo e sottili sensazioni. È tutto questo e ancora di più il meraviglioso “Voci dalla luna” dello (semi) sconosiuto Andre Dubus, uno [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=casababylonblog.wordpress.com&amp;blog=27147437&amp;post=155&amp;subd=casababylonblog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://casababylonblog.files.wordpress.com/2012/01/dubus.jpg"><img class="alignleft  wp-image-156" style="border:2px solid black;margin:6px;" title="Dubus" src="http://casababylonblog.files.wordpress.com/2012/01/dubus.jpg?w=245&#038;h=359" alt="" width="245" height="359" /></a>È raro trovare delle perle in mezzo a un marasma di pagine di inutile letteratura.</p>
<p>È ancor più raro trovare in pagine brevi l’intensità di un capolavoro, dosato perfettamente tra parole personaggi stati d’animo e sottili sensazioni.</p>
<p>È tutto questo e ancora di più il meraviglioso “Voci dalla luna” dello (semi) sconosiuto Andre Dubus, uno dei migliori scrittori americani del Novecento, grande amico di Richard Yates e John Cheever, maestro indiscusso della short story, e dunque anche di Raymond Carver.</p>
<p>È stata l’altrettanto meravigliosa copertina del libro, appena uscito dalle stamperie della raffinatissima casa editrice Mattioli 1885, ad attirare immediatamente la mia attenzione. E subito dopo, nella quarta di copertina, queste frasi:</p>
<p><em>Quando sono sola la notte &#8211; e mi piace esserlo – guardo fuori dalla finestra e capsico. Il nostro compito non è vivere grandi vite, il nostro compito è capire e portare avanti le vite che abbiamo. Vedo che sorridi ancora. E hai ancora gli occhi umidi. Asciugateli in fretta, prima che le mie amiche pensino che è successo qualcosa di brutto.</em></p>
<p><span id="more-155"></span></p>
<p>Romanzo breve, o racconto lungo che dir si voglia, Voci dalla luna ci racconta di quell’universo così oscuro che sono i sentimenti e l’interiorità umana, quel luogo lontano – forse qui può funzionare il rimando alla luna – fatto di piccole parti oscure, visibili ma inavvicinabili.<br />
Quasi come fosse una dolente ballata di anime in crisi, Voci dalla luna è la narrazione – svolta nell’arco di un’intera giornata – della perdita di un amore, amore nel suo significato più ampio, amore di un figlio verso il padre, di uno uomo verso una donna, di una madre nei confronti del figlio, amore nei confronti di una vita e di un futuro che solo una madre, carne della propria carne, è capace di sentire e prevedere.</p>
<p>La storia comincia con il dramma di Richie, un ragazzino di dodici anni in bilico tra l’amore verso Dio e l’amore come prima esperienza di vita:  sono le 6 e 35 di mattina, è estate e mentre la sveglia suona, al piano di sopra sente una voce che ripete … “È colpa del divorzio” … e poi ancora … “È colpa del divorzio” …. È  Larry, il fratello maggiore a cui il padre confida di volere sposare la sua ex moglie Brenda.  Queste parole si infrangono come fulmini nell’animo fragile e puerile del piccolo Richie che soffre doppiamente non solo per il divorzio fra Larry e Brenda, ma ancor più per quello fra Greg, il padre, e sua madre Joan, avvenuto tanti anni prima e mai digerito.</p>
<p>Da questa scena iniziale si dipana, in sole ventiquattrore, la vicenda narrata magistralmente in sei capitoli: è la storia di sei personaggi, tre uomini e tre donne, consapevoli ma smarriti allo stesso tempo. Tutto parte dal giovane protagonista Richie Stowe, per arrivare poi a Greg, il padre, il figlio maggiore Larry, Brenda l’ex moglie, Carol, la figlia maggiore che vive lontano e, infine, la meravigliosa figura della madre, Joan che appare in maniera profetica solo nelle ultime pagine.</p>
<p>Dubus ci accompagna negli animi inquieti dei suoi protagonisti in un crescendo narrativo lento ma costante, la cui intensità si amplifica riga dopo riga fino alle stupende e sagge parole della madre che guardando negli occhi la disperazione e lo spaesamento del figlio in lacrime lo quieta in un profondo e dolcissimo atto d’amore.</p>
<p>Quelle di Andre Dubus sono storie intime di persone comuni, mediocri, spesso adulteri, fatti di carne e di debolezze, le cui storie vengono ridotte all’essenza amplificandone così la profondità. La debolezza umana viene raccolta da questo grande e silenzioso autore direttamente dalla strada ed elevata a consapevolezza e dunque a resistenza.</p>
<p>Anche in <em>Non abitiamo più qui</em> – pubblicato sempre da Mattioli 1885 – le vite di Hank, Edith, Jack e Terry si incontrano continuamente lungo l’impervio sentiero dell’amore e del desiderio, l’uno verso la moglie dell’altro. Non esiste giudizio in queste pagine e, pur essendo l’autore un cattolico praticane, mette sul tavolo da gioco tutte le possibili sfaccettature dell’animo umano: la fede dunque il matrimonio, ma allo stesso il desiderio l’attrazione la passione e dunque l’abbandono, l’adulterio, il peccato.</p>
<p>Nella sua partita c’è solo un arbitro in grado di giudicare, non è Dio, non è la legge, null’altro se non la propria coscienza di fronte a cui si trovano le due coppie protagoniste. Come in un imperturbabile e intimo gioco di specchi, “ <em>… in silenzio avvertì la sua presenza in casa come la lunga e affilata lama di un coltello. M’infilai silenziosamente di fianco a lei, stando sul bordo in modo che non sfiorassimo</em>”. Ma poi, nel buio silenzioso della lunga notte i pensieri i rimorsi i timori si annidano sopra il letto coniugale come uccellini intorno a un melo.</p>
<p>Ma non c’è dramma, solo una grande estrema dolcezza e bontà nel raccontare e una dose di sana e genuina speranza.</p>
<p>Questa sincera dolcezza esiste verosimilmente nell’animo di  Dubus, uomo irriverente ma allo stesso tempo estremamente galante, comicamente profano ma sincero nella fede. Dicono di lui che sia stato un grande uomo, e lo fu ancor di più quando, per aiutare una giovane coppia di motociclisti incidentata ai bordi di una strada, venne investito in pieno da un’ auto che correva all’impazzata e da quel giorno fu costretto a vedere il mondo da una sedia a rotelle.</p>
<p>Malgrado tutto, Dubus continuò a scrivere, a tenere lezioni e workshop gratuiti per ragazze provenienti da centri di assistenza per donne maltrattate e soprattutto non smise mai di sorridere, così lo ricorda chi lo ha conosciuto.</p>
<p>Voci dalla luna<br />
Mattioli 1885, € 17,90</p>
<p>Non abitiamo più qui (da cui è tratto il film I giochi dei grandi di John Curran del 2004)<br />
Mattioli 1885, € 18,00</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/casababylonblog.wordpress.com/155/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/casababylonblog.wordpress.com/155/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/casababylonblog.wordpress.com/155/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/casababylonblog.wordpress.com/155/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/casababylonblog.wordpress.com/155/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/casababylonblog.wordpress.com/155/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/casababylonblog.wordpress.com/155/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/casababylonblog.wordpress.com/155/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/casababylonblog.wordpress.com/155/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/casababylonblog.wordpress.com/155/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/casababylonblog.wordpress.com/155/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/casababylonblog.wordpress.com/155/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/casababylonblog.wordpress.com/155/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/casababylonblog.wordpress.com/155/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=casababylonblog.wordpress.com&amp;blog=27147437&amp;post=155&amp;subd=casababylonblog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://casababylonblog.wordpress.com/2012/01/26/andre-dubus-e-la-sua-voce-dalla-luna/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/bb4470b6954de43e621aca5e7042d143?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">casababylonblog</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://casababylonblog.files.wordpress.com/2012/01/dubus.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Dubus</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Ortese segreta</title>
		<link>http://casababylonblog.wordpress.com/2011/10/21/ortese-segreta/</link>
		<comments>http://casababylonblog.wordpress.com/2011/10/21/ortese-segreta/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 08:47:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>casababylonblog</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letture]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://casababylonblog.wordpress.com/?p=142</guid>
		<description><![CDATA[… Mi distoglieva sempre dal farlo  qualche cosa che adesso mi pare riconoscere come la furia  degli anni giovani. Il disinteresse supremo di questi  per un freddo marmo, nasconda esso pure  il corpo del poeta più amato.  Ma viene per tutti , ed è venuta anche per me, la mattina in cui la furia degli [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=casababylonblog.wordpress.com&amp;blog=27147437&amp;post=142&amp;subd=casababylonblog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://casababylonblog.files.wordpress.com/2011/10/images2.jpg"><img class="alignleft" style="border:5px solid black;margin:7px;" title="images" src="http://casababylonblog.files.wordpress.com/2011/10/images2.jpg?w=181&#038;h=417" alt="" width="181" height="417" /></a>… Mi distoglieva sempre dal farlo  qualche cosa che adesso mi pare riconoscere come la furia  degli anni giovani. Il disinteresse supremo di questi  per un freddo marmo, nasconda esso pure  il corpo del poeta più amato.  Ma viene per tutti , ed è venuta anche per me, la mattina in cui la furia degli anni giovani sembra scomparsa all’orizzonte  come la nube di un bel temporale . mattina di primavera , terribilmente vuota, in cui ci si sveglia e non c’è più un amico, una speranza, e si è simile al sasso, alla foglia caduta ieri.  La primavera batte  con dita verdi sui vetri tiepidi, azzurrini, e apre adii senza parola qualche  nuova strada. Allora si deve uscire, e si va volentieri, cercando, con l’aria, il vento di qualche immagine. Un po’ d’azzurro, due alberi, sono simili a mani che ti consolino.</em></p>
<p><em>Così ho pensato di andare in fondo alla grotta, in fondo alla quale, in un paese di luce, dorme da cento anni il giovane favoloso.</em><br />
<em>Sono entrata in una piazza, poi in una strada, poi in altre strade e piazze. Tutto era infinitamente nuovo, lucente. Le facciate dei palazzi avevano un’aria di festa e di gioventù; la gente pur nelle rughe che pieghettavano sottilmente i volti, pur nel frusto degli abiti, camminava per i marciapiedi con la semplicità angelica , come incendiata  dal raggio di un mondo sovrumano. Provavo la sensazione  di scendere a un tratto nel mondo brillante della mia infanzia, dove tutto è benessere, luce, contemplazione.</em></p>
<p><em>Silvia, rimembri ancora… </em></p>
<p><em>Mi vengono a mente le sue parole, passano come uccelli in un cielo deserto, tutte, tutte le sue parole di luce, i vocativi affannosi e splendidi,  le esclamazioni accorate, quelle frasi ampie e luminose come giri concentrici del mare turbato da un sassolino…</em></p>
<p>Da “<em>Pellegrinaggio alla tomba di Leopardi</em>” in <strong>Da Moby Dick all&#8217; Orsa Bianca</strong> di A. M. Ortese (Adelphi, 2011)<br />
<span id="more-142"></span><br />
Con queste soavi parole (è rarissimo trovare un tipo di letteratura così elegante, oggi sorprendente), Anna Maria Ortese ricorda il giorno in cui visitò per la prima volta la tomba di Giacomo Leopardi.<br />
Insieme alla grande Elsa Morante, Anna Maria Ortese è riconosciuta, grazie al suo spirito audace e visionario, tra le figure più grandi delle letteratura europea, al pari con la Wolf e con Katherine Mansfield.</p>
<p>L’Ortese nasce a Roma proprio nel bel mezzo della Grande Guerra, di padre siciliano e madre napoletana, e fin da subito sperimenta la sua anima vagabonda che la porterà a cambiare, nei suoi lunghi ed intensi ottantaquattro anni, ben trentacinque residenze in quindici città diverse. Dalla Puglia alla Calabria, da Tripoli a Napoli nella casa che verrà descritta nel bellissimo romanzo autobiografico Il porto di Toledo. Scriverà infatti “… avevo attraversato la penisola in lungo e in largo, in mezzo alla rovina e all’inferno”.</p>
<p>Fin dall&#8217;inizio, alla scuola preferisce  lunghe passeggiate in campagna, svolgendo a tempo perso i compiti dei fratelli e divorando romanzi giorno e notte. Sono questi gli anni in cui comincia a scrivere, divertendosi a spedire i suoi brevi racconti a qualche rivista letteraria del momento. <strong>La scrittura come unica vita possibile, unico scudo contro una realtà intollerabile</strong>.</p>
<p>Bompiani nel 1937 si accorge finalmente di questa meravigliosa penna e pubblica la raccolta di racconti Angelici dolori.  Da qual momento, riesce a sopravvivere collaborando con Il corriere di Napoli, Il Gazzettino di Venezia e il mitico Il Mondo” di Mario Pannunzio dove pubblica continuamente articoli che denunciano la questione meridionale e il problema di un’Italia radicalmente divisa e diversa. Si guadagna così l’ ammirazione del Presidente Luigi Einaudi e di un grande personaggio pubblico come Adriano Olivetti. Fu proprio presso la sua villa ad Ivrea che terminerà il bellissimo<em> Il mare bagna Napoli</em>, uscito per Einaudi nel ’53.</p>
<p>Nel frattempo si lega all’Unità e all’Europeo per i quali realizza articoli che diventano straordinari esempi di letteratura civile e reportage memorabili nella storia del giornalismo italiano.</p>
<p>Del ’65 è L’iguana,  in assoluto uno dei capolavori della letteratura italiana del secolo scorso, che passò però, appena uscito, alquanto inosservato. Il romanzo per fortuna venne riscoperto successivamente ed apprezzato per la sua vena fortemente critica nei confronti dell’ambiente culturale dell’Italia di quel periodo.</p>
<p>Nel ’67 vince lo strega con<em> Poveri e semplici</em>, una bellissima narrazione più o meno realistica delle confuse vicende degli intellettuali sognatori della Milano degli anni ’50. La storia di questi giovani, infervorati nell’illusione crescente, ed avvolgente, dell’avvento di un social &#8211; comunismo mondiale, che sopravvivono a stento con lavori sporadici e mal pagati, in costante ritardo con l’affitto e le spese, perennemente in bilico fra esaltazione e sconforto, entusiasmo e disillusione. . . una scena che sembra così attuale….</p>
<p>La svolta arriverà solo verso la metà degli anni Ottanta, quando la scrittrice incontra l’editore Adelphi che deciderà di rieditare tutte le sue opere.  Nel ’96 l’ultimo romanzo della maturità, <em>Alonzo e i visionar</em>i e del bellissimo <em>Corpo Celeste</em>.</p>
<p>Anna Maria Ortese verrà ricordata non solo per i suoi grandi contenuti di stampo neorealistico ma grazie alla sua elaborazione stilistica fatto da uno coraggioso sperimentalismo, da una costante e franca ricerca estetica senza però cadere nel tranello delle avanguardie o dell’ermetismo. La scrittura dell’Ortese, quasi autodidatta ricordiamolo,  rimane semplice, elegante e raffinata ma pur sempre genuina, asciutta e sincera, in altre parole pura. Sicuramente è un personaggio difficile, spesso scomodo, la cui scelta di isolamento e di solitudine, la sua vita in povertà e spesso fatta di dolore (scrive:  “<em> sono sempre stata sola, come un gatto</em> ”) ha contribuito ad irrobustirle il carattere, e di conseguenza l’identità letteraria. Come lei stessa afferma più volte, scrive per sé, giorno dopo giorno, per tenere a bada l’angoscia.</p>
<p>Come sempre, nonostante la grandezza e la poesia della sua letteratura, l’ Ortese rimane pressoché sconosciuta in Italia e ben nota e apprezzata altrove.  È un peccato, le pagine della Anna Maria Ortese sembrano echi lontani che rimbombano in un deserto di scritture vuote. Di fianco alla sua opera, in un giusto contrappasso, molti dei romanzi del Novecento mostrano oggi i propri limiti, quando non appaiono consunti dal tempo trascorso, proprio come abiti fuori moda. Quanto meno in Italia dove “ … <em>non c&#8217;è forse, dopo l&#8217;Italia un altro Paese al mondo dove ciascuno abitante abbia come massima ambizione lo scrivere, e ce n&#8217;è pochi altri, per così dire, sull&#8217;attenzione dell&#8217;altro, come la pioggia su un vetro</em>».</p>
<p>Da lettrice la Ortese, così come la Morante, non ci invita tanto al rispetto per la grande letteratura, ma ci mostra come attraverso di essa ci si possa educare alla libertà del pensiero.</p>
<p>Bibliografia:</p>
<p>Da Moby Dick all&#8217;Orsa Bianca. Scritti sulla letteratura e sull&#8217;arte, 2011 Adelphi<br />
Bellezza, addio. Lettere a Dario Bellezza (1972-1992) 2011, Archinto<br />
Mistero doloroso, 2010 Adelphi<br />
Angelici dolori e altri racconti, 2006 Adelphi<br />
La lente scura. Scritti di viaggio, 2004, Adelphi<br />
Il silenzio a Milano, 2002, La Tartaruga<br />
Il monaciello di Napoli. Il fantasma, 2011 Adelphi<br />
L&#8217; Infanta sepolta, 2000 Adelphi<br />
La luna che trascorre. Poesie inedite (1930-1980), 1998, Ass. Edizioni Empiria<br />
Il porto di Toledo, 1998 Adelphi<br />
Corpo celeste, 1997 Adelphi<br />
Alonso e i visionari,1996, Adelphi<br />
Il mio paese è la notte, 1996, Ass. Edizioni Empiria<br />
Il mare non bagna Napoli,1994, Adelphi<br />
Cardillo addolorato 1993, Adelphi<br />
In sonno e in veglia 1987,Adelphi<br />
L&#8217;iguana 1986, Adelphi</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/casababylonblog.wordpress.com/142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/casababylonblog.wordpress.com/142/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/casababylonblog.wordpress.com/142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/casababylonblog.wordpress.com/142/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/casababylonblog.wordpress.com/142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/casababylonblog.wordpress.com/142/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/casababylonblog.wordpress.com/142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/casababylonblog.wordpress.com/142/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/casababylonblog.wordpress.com/142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/casababylonblog.wordpress.com/142/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/casababylonblog.wordpress.com/142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/casababylonblog.wordpress.com/142/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/casababylonblog.wordpress.com/142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/casababylonblog.wordpress.com/142/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=casababylonblog.wordpress.com&amp;blog=27147437&amp;post=142&amp;subd=casababylonblog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://casababylonblog.wordpress.com/2011/10/21/ortese-segreta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/bb4470b6954de43e621aca5e7042d143?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">casababylonblog</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://casababylonblog.files.wordpress.com/2011/10/images2.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">images</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Nuovomondo di Emanuele Crialese</title>
		<link>http://casababylonblog.wordpress.com/2011/10/10/nuovomondo-di-emanuele-crialese/</link>
		<comments>http://casababylonblog.wordpress.com/2011/10/10/nuovomondo-di-emanuele-crialese/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 16:39:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>casababylonblog</dc:creator>
				<category><![CDATA[Visioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://casababylonblog.wordpress.com/?p=120</guid>
		<description><![CDATA[Nuovomondo di Emanuele Crialese Quest’anno a Venezia il cinema italiano è stato tra i protagonisti: Crialese si aggiudica il Premio della Giuria, Guido Lombardi invece Miglior Opera prima con il film “Là-bas&#8221; ; entrambi purtroppo si ispirano a fatti di cronaca di estrema attualità: l’immigrazione. Sembra quasi, ormai, essere divenuto un genere a sé, citava [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=casababylonblog.wordpress.com&amp;blog=27147437&amp;post=120&amp;subd=casababylonblog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://casababylonblog.files.wordpress.com/2011/09/imm1.jpg"><img class="alignleft" style="margin-left:5px;margin-right:5px;" title="imm" src="http://casababylonblog.files.wordpress.com/2011/09/imm1.jpg?w=150&#038;h=214" alt="" width="150" height="214" /></a> <strong>Nuovomondo di Emanuele Crialese<br />
</strong></p>
<p>Quest’anno a Venezia il cinema italiano è stato tra i protagonisti: Crialese si aggiudica il Premio della Giuria, Guido Lombardi invece Miglior Opera prima con il film “Là-bas&#8221; ; entrambi purtroppo si ispirano a fatti di cronaca di estrema attualità: l’immigrazione. Sembra quasi, ormai, essere divenuto un genere a sé, citava un articolo di critici francesi su Le monde, a proposito del nuovo cinema italiano.</p>
<p>In realtà le storie dei migranti che Crialese mette in primo piano sono storie di uomini, di relazioni, di spazi e di confini, di qua ed oltre il mare.<span id="more-120"></span></p>
<p>Terraferma infatti è tanti viaggi e tante storie insieme: è la storia del giovane Filippo nella sua estate di formazione; quella di nonno Ernesto che si tiene aggrappato alla vita di una volta per provare a reggere l’urto dei cambiamenti; è la storia di Giulietta che non si arrende al proprio destino; è anche la storia un paese che lotta tra la tradizione e l’irrompere della modernità; è la storia purtroppo di quei tanti corpi, senza nome e senza volto, che decidono di affidarsi al mare per raggiungere la terraferma, per l&#8217;appunto. Ma è anche la storia di Crialese stesso, un fil rouge dove “<em>Respiro</em>” rappresenta il prologo, “<em>Nuovomondo</em>” lo sviluppo della storia e quest’ultimo la degna conclusione.<br />
Tra i registi più rappresentativi del cinema italiano contemporaneo, Crialese porta avanti un discorso cinematografico potente, di originale spessore percettivo, oltreché – almeno apparentemente &#8211; scevro di giudizio.<br />
Il film è puro, semplice, aperto a tutti. Impressa nella memoria emotiva dello spettatore (quanto meno nella mia) rimarrà la violenza espressiva di alcune scene, la fisicità di alcuni gesti, lo sguardo imperturbabile (“<em>lo sguardo potente di una donna che ha visto l’inferno</em>”) di Timnit, profuga africana che per l’occasione altro non fa che interpreta se stessa.</p>
<p>La sua è pura prosa estetica che scavalca il reale per affacciarsi in un terreno inesplorato che è quello della ricerca, ricerca di sé, della propria terra, dell’altro, e lo fa proprio attraverso le immagini, i suoni, la bellissima fotografia, il calore del sole che sembra a volte bruciare la pellicola; elementi questi che divengono, essi stessi, pagine di sceneggiatura. È proprio attraverso la grande fisicità di alcune scene, espressa in maniera esemplare attraverso gli sbiaditi colori della fotografia, che Crialese ci racconta una storia di profonda umanità, fatta di corpi, di sguardi, di spazi, di incontri.</p>
<p>Anche questa volta, siamo in un’isola sperduta che sembra così distante dalla terraferma (questa volta siamo a Linosa, in Respiro a Lampedusa); ma il nome dell’isola non viene mai citato (il giovane Filippo dice che addirittura la sua isola non si trova neppure sul mappamondo). In realtà al regista non interessa quel luogo geografico in sé, il suo è un luogo “altro”, un luogo psichico più che geografico, dove il mare si fa specchio di un’interiorità inesplorata e inesplorabile. L&#8217;isola infatti non è più fortezza reale, ma diviene un incantesimo spezzato, luogo della mente, simbolo e paesaggio interiore.</p>
<p>È tutto un viaggio il cinema di Crialese, un andare e venire verso qualcosa, verso qualcuno, verso se stessi e la propria formazione. È la barca che conduce i migranti verso il nuovo mondo (o terra ferma che sia), è la barca che li lascia morire in acqua, è la barca che salverà – forse – la vita a Timnit e ai suoi figli.</p>
<p>Regia: Emanuele Crialese<br />
Cast: Filippo Pucillo, Donatella Finocchiaro, Mimmo Cuticchio, Beppe Fiorello,<br />
Produzione: Italia, Francia 2011<br />
Durata: 88 min</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/casababylonblog.wordpress.com/120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/casababylonblog.wordpress.com/120/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/casababylonblog.wordpress.com/120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/casababylonblog.wordpress.com/120/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/casababylonblog.wordpress.com/120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/casababylonblog.wordpress.com/120/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/casababylonblog.wordpress.com/120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/casababylonblog.wordpress.com/120/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/casababylonblog.wordpress.com/120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/casababylonblog.wordpress.com/120/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/casababylonblog.wordpress.com/120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/casababylonblog.wordpress.com/120/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/casababylonblog.wordpress.com/120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/casababylonblog.wordpress.com/120/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=casababylonblog.wordpress.com&amp;blog=27147437&amp;post=120&amp;subd=casababylonblog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://casababylonblog.wordpress.com/2011/10/10/nuovomondo-di-emanuele-crialese/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/bb4470b6954de43e621aca5e7042d143?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">casababylonblog</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://casababylonblog.files.wordpress.com/2011/09/imm1.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">imm</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Casa Babylon &#8230;</title>
		<link>http://casababylonblog.wordpress.com/2011/09/10/casa-babylon/</link>
		<comments>http://casababylonblog.wordpress.com/2011/09/10/casa-babylon/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 10 Sep 2011 17:11:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>casababylonblog</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://casababylonblog.wordpress.com/?p=56</guid>
		<description><![CDATA[<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=casababylonblog.wordpress.com&amp;blog=27147437&amp;post=56&amp;subd=casababylonblog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://casababylonblog.files.wordpress.com/2011/09/cropped-shore1.jpg"><img class="size-medium wp-image-54 aligncenter" title="cropped-shore1.jpg" src="http://casababylonblog.files.wordpress.com/2011/09/cropped-shore1.jpg?w=720&#038;h=180" alt="" width="720" height="180" /></a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/casababylonblog.wordpress.com/56/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/casababylonblog.wordpress.com/56/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/casababylonblog.wordpress.com/56/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/casababylonblog.wordpress.com/56/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/casababylonblog.wordpress.com/56/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/casababylonblog.wordpress.com/56/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/casababylonblog.wordpress.com/56/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/casababylonblog.wordpress.com/56/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/casababylonblog.wordpress.com/56/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/casababylonblog.wordpress.com/56/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/casababylonblog.wordpress.com/56/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/casababylonblog.wordpress.com/56/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/casababylonblog.wordpress.com/56/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/casababylonblog.wordpress.com/56/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=casababylonblog.wordpress.com&amp;blog=27147437&amp;post=56&amp;subd=casababylonblog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://casababylonblog.wordpress.com/2011/09/10/casa-babylon/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/bb4470b6954de43e621aca5e7042d143?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">casababylonblog</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://casababylonblog.files.wordpress.com/2011/09/cropped-shore1.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">cropped-shore1.jpg</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Accabadora di Michela Murgia</title>
		<link>http://casababylonblog.wordpress.com/2011/09/09/primo/</link>
		<comments>http://casababylonblog.wordpress.com/2011/09/09/primo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 Sep 2011 15:51:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>casababylonblog</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[Accabadora]]></category>
		<category><![CDATA[Einaudi]]></category>
		<category><![CDATA[Sardegna]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://casababylonblog.wordpress.com/?p=11</guid>
		<description><![CDATA[Anni Cinquanta, siamo tra la polvere delle strade di Soreni, un luogo non luogo dell’entroterra sardo. Maria Listru, 6 anni, ultima di 4 figlie, orfana di padre e profuga di una famiglia che tira a campare. Bonaria Urrai, detta Tzia Bonaria, alla quale la guerra le aveva rubato l’abito da sposa, una donna forte, sola, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=casababylonblog.wordpress.com&amp;blog=27147437&amp;post=11&amp;subd=casababylonblog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://casababylonblog.files.wordpress.com/2011/09/accabadora_public_notizie_270_500_33.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-103" title="Accabadora_Public_Notizie_270_500_3" src="http://casababylonblog.files.wordpress.com/2011/09/accabadora_public_notizie_270_500_33.jpg?w=300&#038;h=162" alt="" width="300" height="162" /></a><br />
Anni Cinquanta, siamo tra la polvere delle strade di Soreni, un luogo non luogo dell’entroterra sardo. Maria Listru, 6 anni, ultima di 4 figlie, orfana di padre e profuga di una famiglia che tira a campare. Bonaria Urrai, detta Tzia Bonaria, alla quale <em>la guerra le aveva rubato l’abito da sposa</em>, una donna forte, sola, che cuce gli abiti e conforta gli animi. Non solo sarta ma colei che finisce, l’ultima madre, l’accabadora.<br />
La piccola Maria un giorno divine <em>Fillus de anima </em>tra le braccia e le intenzioni di tzia Bonaria.<br />
E’ così che li chiamano i bambini generati due volte, dalla povertà di una donna e dalla sterilità di un’altra. Di quel secondo parto era figlia Maria Listru, frutto tardivo dell’anima di Bonaria Urrai.<br />
Incomincia così il libro, forse tra i più potenti della stagione letteraria 2009 – 2010, quanto meno nel panorama italiano. Accabadora, della scrittrice sarda Michela Murgia, classe 72.</p>
<p>Splendido romanzo di formazione dove l’amore, la povertà, la ricchezza, la terra, ma soprattutto la maternità e la vecchiaia vengono messe a duro confronto per raccontarci di un tempo e di un luogo indeterminato dove la vita e la morte s’incontrano per generare un’alchimia perfetta.<span id="more-11"></span><br />
Se è vero che la terra parla di chi la possiede, le colline della campagna di Soreni sono un discorso complicato… Con un linguaggio sobriamente poetico, la Murgia affronta temi quanto mai attuali e senza mai citare parole ambigue e scomode, la morte viene scrutata dagli occhi di Maria &#8211; prima bimba, poi adolescente, poi ancora donna libera &#8211; come fosse veramente parte integrante della vita. Maria s’interroga sull’andare e venire di quella strana donna che vaga nella notte con il passo di chi sa dove andare, anteponendo sempre la gioia della sua fanciullezza, la freschezza delle scoperte, delle curiosità, del gioco. La storia narrata assume qui un ruolo fondamentale nella veicolazione dei del romanzo, che si presenta ricco di temi e di spunti di riflessione tanto più validi, sul piano universale, ma anche e sopratutto, sul piano personale. Il romanzo, questo romanzo, si (ci) interroga, ci illumina senza fornire risposte perchè non è questo, a mio avviso, l&#8217;arduo compito della Letteratura, che invece indaga, osserva, scruta, suggerisce, anzi, sussura. </p>
<p>Il libro cresce riga dopo riga, la scrittura della Murgia sembra prenderti per mano attraverso le stanze buie della casa di tzia Bonaria o sotto il sole cocente della campagna polverosa di Soreni. Improvvisamente si conclude la prima parte, quella più propriamente &#8220;di formazione&#8221;: Maria lascia l&#8217;isola, scappa dal suo destino alla volta della terraferma e di una tanto sospirata maturità nel &#8220;continente&#8221;. I toni alti del romanzo che fino a qui avevano incantato il lettore, in queste pagine si smorzano bruscamente e la Murgia cambia registro. Per il lettore è un sospiro di sollievo, seguiamo Maria che, nella grande città, diviene una qualunque, non più sarda, non più <em>Fillus de anima</em>, ma una giovane donna come tante, capace di provare spiacevoli attrazioni e forti rancori, fino a quando la tradizione la richiama di nuovo a sè, tzia Bonaria si ammala e ora tocca a lei assisterla. Le storie si capovolgono, il destino si appropria di nuovo di Maria e la sua vita prende una nuova piega. Era necessario questo stacco, era necessario per portare il discorso su un piano più realistico, più attuale direi, altrimenti sarebbe rimasto solo il particolare racconto di una forte tradizione. Non più favola ma realtà.  </p>
<p>Estranea a luoghi comuni che spesso accompagno certi temi, questa storia vive di domande inquiete che provocano nel lettore un effetto di piacevole straniamento catapultandolo in un dimensione fuori dal tempo, sospesa tra il mistero e un’ottima dose di realismo, narrata egregiamente con un linguaggio pacato, silenzioso, estremamente poetico. Grazie ad una perfetta costruzione di personaggi statici e dinamici, Maria, così come la scrittura della Murgia, diventa consapevole di questo strano e misterioso gioco che è la vita.</p>
<p>Per una volta, un racconto scevro da giudizi, attento solo ad osservare, anzi … <em>Non dire mai: di quest’acqua io non ne bevo. Potresti ritrovarti nella tinozza senza manco sapere come ci sei entrata</em>…</p>
<p>Michela Murgia, classe &#8217;72, nasce vive e produce a Cabras, provincia di Oristano, in Sardegna. Ogni mattina si svelgia guardando il trasparente mare della costa occideentale dell&#8217;isola.<br />
Ha già scritto:<br />
<em>Il mondo deve sapere. Romanzo tragicomico di una telefonista precaria</em> (Isbn Edizioni, 2006), un diario in presa diretta di un mese vissuto nell&#8217;inferno del telemarketing; da questo libro si è ispirato Paolo Virzì per la sceneggiatura del film Tutta la vita davanti;<br />
<em>Viaggio in Sardegna, Undici percorsi nell&#8217;isola che non si vede </em>(Einaudi, 2008), un viaggio in compagnia di dieci parole, dieci concetti alla ricerca di altrettanti luoghi, più uno;<br />
<em>Ave Mary. E la chiesa inventò la donna</em> (Einaudi, 2011), un saggio sulla costruzione dell&#8217;immagine della donna da parte della Chiesa attraverso i secoli.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/casababylonblog.wordpress.com/11/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/casababylonblog.wordpress.com/11/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/casababylonblog.wordpress.com/11/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/casababylonblog.wordpress.com/11/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/casababylonblog.wordpress.com/11/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/casababylonblog.wordpress.com/11/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/casababylonblog.wordpress.com/11/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/casababylonblog.wordpress.com/11/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/casababylonblog.wordpress.com/11/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/casababylonblog.wordpress.com/11/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/casababylonblog.wordpress.com/11/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/casababylonblog.wordpress.com/11/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/casababylonblog.wordpress.com/11/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/casababylonblog.wordpress.com/11/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=casababylonblog.wordpress.com&amp;blog=27147437&amp;post=11&amp;subd=casababylonblog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://casababylonblog.wordpress.com/2011/09/09/primo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/bb4470b6954de43e621aca5e7042d143?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">casababylonblog</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://casababylonblog.files.wordpress.com/2011/09/accabadora_public_notizie_270_500_33.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">Accabadora_Public_Notizie_270_500_3</media:title>
		</media:content>
	</item>
	</channel>
</rss>
